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L'ITALIA CHE VALE (Gennaio 2015)

di Alberto Negri



Nonostante la crisi profonda che investe il nostro Paese, è possibile ancora oggi costruire speranza. “L’Italia che produce risultati di successo c’è. E’ viva e vitale, diffusa in mezzo a noi. Non credo a chi parla la lingua della rassegnazione e del declino”: così si esprime  Gianfelice Rocca, imprenditore di successo e attuale Presidente di Assolombarda, nella prefazione al libro di Lino Duilio “Alzarsi in volo. Il futuro dell’Italia tra eccellenze diffuse e rischi di declino”,  Massetti Rodella Editore

Duilio, presidente dell’associazione culturale “PE.LI.DE” (Persona, Libertà ,Democrazia), già  deputato al Parlamento dalla XIII alla XVI legislatura, ha voluto raccogliere dieci esemplari esperienze di “eccellenza”, dieci  racconti-testimonianza  che hanno come protagonisti  Italiani,  eroi della quotidianità  che  si sono affermati nel mondo, che hanno coltivato con successo l’ingegno italico, forse  il patrimonio più importante del nostro Made in Italy.

Dieci  narrazioni che regalano ai lettori un unico grande format  di speranza e di fiducia, fatto non di sogni o di promesse, ma costruito giorno per giorno, concreto, reale. In questo libro possiamo, infatti, ritrovare quella spinta fiduciaria oggi più che mai necessaria per far ripartire il nostro Paese, per “ritornare a volare, impresa difficile ma non impossibile” per usare le parole dell’autore che, dopo aver raccolto queste interviste con l’ausilio della giornalista  Maria Durante, propone una lucida e articolata riflessione. Vorrei ricordare  che Duilio è stato anche Presidente della Commissione Bilancio della Camera durante il governo Prodi, ma soprattutto  chi lo conosce bene sa che  tutta la sua azione politica è sempre andata, e qui mi permetto di prendere in prestito le parole del  cantautore genovese Fabrizio de Andrè,  in “direzione  ostinata e contraria” rispetto a un establishment formato troppo spesso da politicanti di mestiere, che hanno trasformato la politica in una professione finalizzata soprattutto a fare del bene a  se stessi o al massimo ai propri familiari, parenti, amici, come ancora una volta i fatti di cronaca di questi giorni ne danno triste testimonianza.

In questi dieci racconti piccoli  per dimensioni (si prestano infatti ad essere letti in modo celere, ad essere divorati)  ma grandi per qualità, possiamo ritrovare le coordinate di quell’Italia che vale, di quell’Italia che sa guardare in alto per dire al mondo la propria capacità di fare eccellenza. Troviamo allora  nel campo medico la testimonianza del professor Vincenzo Mazzaferro, un chirurgo che ha dimostrato come sia possibile curare il cancro al fegato con il trapianto e in modo innovativo, andando anche contro l’opinione dell’establishment medico quando era necessario. Dai direttori dell’Osservatorio Astronomico di Brera e del Laboratorio del Gran Sasso apprendiamo quanto sia indispensabile e non più rinviabile un rapporto più fecondo tra ricerca pura, ricerca applicata e trasferimento tecnologico alle imprese.
Interessante è l’esperienza di Massimo Colomban, il  “sarto dei grattacieli” che ha fondato l’azienda Permasteelisa, leader mondiale nel settore degli involucri architettonici, che ha trasformato una piccola azienda in una multinazionale leader mondiale nel proprio settore.

Questi sono solo tre esempi tratti dalla carrellata  di  personaggi, forse non conosciuti dal grande pubblico abituato a conoscere bene solo chi è ospite nei talk-show di turno, che l’autore ci propone con interviste mirate, costruite ad hoc in relazione all’interlocutore.
 
Infine un valore aggiunto possono essere considerate le sequenze  di fotografie a colori molto belle riferite ai temi affrontati nelle interviste e l’emblematica  copertina  disegnata da Silvano Brugnerotto dove una ragazza  libera  nello spazio-mondo un “aquilone”, che ha la forma dell’Italia e che sembra voler lanciare anche il titolo del libro, che è, per l’appunto, “alzarsi in volo”.

Sommersi da tante narrazioni disforiche veicolate dai media spesso con l’unico scopo di creare una morbosa attenzione sul negativo al fine di trasformare l’opinione pubblica in audience da vendere ai pubblicitari, la lettura di questo libro ha il merito, oggi non da poco, di riaprire nei nostri cuori orizzonti di  razionale ottimismo. Ben diverso da quell’ottimismo emozionale  che sfocia spesso solo in una lunga serie di promesse vacue.

La crisi produce sfiducia e la sfiducia a sua volta genera crisi: si attiva in questo modo  un pericoloso circolo vizioso da cui risulta difficile uscire. Ebbene ritengo che questo libro  possa essere di aiuto agli “Italiani giovani e meno giovani in cerca di lavoro” a cui è dedicato, perché esso rappresenta un’iniezione di fiducia e nel contempo un invito a lottare, ad assumersi le proprie responsabilità, a non darsi mai per vinti, nonostante “lacci e lacciuoli” che a volte sembrano rallentare il  cammino. Le persone intervistate, pur provenendo da settori produttivi  diversi, hanno in comune  una grande forza di volontà nel voler raggiungere i propri obbiettivi, nel voler lottare sempre e comunque, fino in fondo, senza arrendersi, anche quando si ha l’impressione di essere soli e magari  di avere tutti contro.

Storie esemplari di persone comuni che, mettendo in atto “buone pratiche”, hanno raggiunto risultati eccellenti, fornendo il loro  contribuito per  migliorare  questa povera Italia, che i tanti gufi di turno continuano a  volerla  spingere verso l’orlo del baratro. Persone che hanno investito e stanno investendo nell’innovazione, perché come ribadisce Duilio, bisogna “considerare la ricerca come un investimento e non come un costo. Per esempio la pratica dei tagli lineari di spesa, seguiti dalla politica in anni recenti, vanno nella direzione contraria rispetto a quello che si doveva fare”.

L’imprenditore Oscar Farinetti, creatore di Eataly, recentemente affermava che la mission degli Italiani deve essere quella di andare nel mondo a “narrare bene” il Made in Italy: narrare  l’ingegno, il design, la biodiversità, le bellezze architettoniche e paesaggistiche del nostro Paese. Penso che questo libro di Duilio possa costituire una contro-narrazione (contraria cioè  a quella dominante del tanto peggio tanto meglio) utile al fine  di prendere coscienza  di quanta eccellenza ci sia ancora nel Paese. Forse a volte basta solo scovarla e portarla alla luce, farla conoscere e apprezzare, proprio come ha fatto l’autore.




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